Snapmaker U1: la tool changer che rivoluziona la stampa 3D multi-colore senza sprechi
Cari amici, bentornati su Targetfun! Oggi vi parlo di una delle novità più interessanti del 2025/2026: la Snapmaker U1, una macchina pensata per risolvere uno dei problemi più fastidiosi della stampa multi-colore e multi-materiale: lo spreco di filamento.
Se avete apprezzato la versatilità della Snapmaker Artisan 3-in-1, la U1 si concentra esclusivamente sulla stampa 3D portandola però a un livello superiore grazie al suo innovativo sistema di tool changer.
Caratteristiche tecniche principali
- Volume di stampa: 270 × 270 × 270 mm
- Velocità massima: fino a 500 mm/s con accelerazione di 20.000 mm/s²
- Sistema toolhead: 4 testine indipendenti con tecnologia SnapSwap™ (cambio in circa 5 secondi)
- Temperatura hotend: fino a 300°C (acciaio inossidabile, nozzle 0.4 mm di serie)
- Piatto: PEI texturizzato riscaldato (fino a ~100°C)
- Flusso massimo: 32 mm³/s
- Connettività: Wi-Fi, LAN, USB + App Snapmaker e software Snapmaker Orca (basato su OrcaSlicer)
- Altre funzioni: livellamento automatico, sensori filamento, camera AI, caricamento automatico, calibrazione automatica degli offset toolhead (precisione 0,04 mm)
La stampante viene fornita con 4 toolhead, filamenti di prova e foglio PEI. Al momento della stesura dell’articolo il prezzo è di €849 grazie allo sconto per il 10° anniversario di Snapmaker (valido fino ai primi di luglio 2026).
Il vero punto di forza: SnapSwap™
A differenza dei sistemi AMS o MMU tradizionali, che sprecano moltissimo filamento con enormi purge tower, la U1 utilizza 4 estrusori completamente indipendenti che si scambiano rapidamente. Ogni toolhead rimane precaricato e preriscaldato con il suo filamento.
Risultato: fino all’80% di spreco in meno e stampe multi-colore pulitissime con una torre di spurgo minima.
Questa soluzione è ideale non solo per stampe multicolore, ma anche per combinare materiali diversi nello stesso oggetto (es. TPU flessibile + PLA rigido) o per usare supporti solubili. Potete anche montare nozzle di diametri diversi per ottimizzare velocità e dettaglio nello stesso progetto.
Unboxing e montaggio
La macchina arriva molto ben imballata (forse anche troppo!). Togliere tutto il nastro e le protezioni richiede più tempo del montaggio vero e proprio.
La confezione è abbastanza pesante: meglio essere in due, anche se è fattibile da soli.
Il montaggio è ben guidato e “a prova di errore”:
- Installazione dei motori per il precaricamento filamento (di serie)
- Montaggio dei 4 portabobine
- Installazione delle quattro testine (attenzione: la testina di sinistra ha una procedura leggermente diversa)
- Collegamento tubi PTFE, cavi e clip
- Tensione cinghie
Successivamente si passa alle calibrazioni automatiche (da ripetere per tutte e 4 le testine) e all’aggiornamento firmware. Infine si caricano i filamenti di prova inclusi.
La presenza della telecamera AI permette di realizzare bellissimi timelapse da condividere sui social.
La mancanza della copertura di serie non comporta particolari problemi, ma se ne sente la mancanza per mantenere tutto pulito e privo di polvere anche ache se non utilizzato per un po’ di tempo.
Sul web esistono varie soluzioni aftermarket o DIY per ovviare al problema.
Prime prove di stampa
Ho iniziato con i file di test inclusi in PLA: il risultato è subito molto buono.

Per verificare la precisione ho stampato anche il classico test di Autodesk in PETG, con filamento non perfettamente asciutto e profilo generico. Nonostante le condizioni non ideali, l netto di un po’ di stringing il pezzo è venuto ottimo: tutti i perni si svincolano senza sforzo,segno di una tolleranza decisamente superiore a 0,2 mm. I ponti sono venuto bene e le misure in generale subito perfette.
Pro e Contro della Snapmaker U1
Pro:
- Drastico riduzione degli sprechi nella stampa multi-colore/multi-materiale
- Ottima velocità e stabilità grazie alla cinematica CoreXY
- Facilità d’uso notevole (calibrazioni automatiche + software Orca)
- Vera multi-materiale senza contaminazione tra filamenti
- Buon volume di stampa e costruzione solida (circa 18 kg)
- Rapporto qualità/prezzo molto competitivo per una tool changer a 4 teste
- Buona espandibilità (hotend hardened, cover, ecc.)
Contro:
- Struttura aperta (senza enclosure di serie) → non ideale per ABS, Nylon e altri materiali tecnici senza coperture aggiuntive
- Nozzle di serie in acciaio inossidabile (non hardened per filamenti abrasivi)
- Può essere un po’ rumorosa (migliorabile con aggiornamenti firmware)
- Software ancora in evoluzione (qualche piccolo bug tipico dei prodotti recenti)
- Struttura con molta plastica rispetto alle concorrenti piu’ blasonate, ma comunue qualitativa e curata.
Conclusioni
La Snapmaker U1 è una stampante matura che risolve uno dei problemi più irritanti della stampa multi-colore: lo spreco eccessivo di filamento.
Se cercate una macchina veloce, versatile, relativamente facile da usare e con un ottimo rapporto qualità-prezzo nel segmento delle tool changer, la U1 è una delle scelte più interessanti del momento.
Non sostituisce la Artisan se vi serve anche laser o CNC, ma per chi vuole concentrarsi sulla stampa 3D evoluta (soprattutto multi-colore e multi-materiale) rappresenta un ottimo upgrade o un eccellente punto di ingresso.
Sembra proprio che Snapmaker stia puntando forte su questa tecnologia. Anche dal punto di vista software c’e’ molto fermento, testimoniato da novità come la stampa full-spectrum.
Nei prossimi mesi vedremo come si evolverà sia la U1 che il filone tool changer della casa cinese.
Per ora il giudizio e’ molto mositivo.
Link Utili:
Snapmaker U1 : https://snapmaker.sjv.io/OY4MYN
Sunlu FIlaDryer S4: https://amzn.to/3R2Aj5t



